Urban Container

Per un’impresa il tempo non dev’essere un problema: dev’essere un’opportunità. Urban Container è un progetto che sfrutta la versalità dei containers navali per realizzare ateliers e temporary shops in giro per la città, in modo economico, rapido e modulare.

Boxpark_London_esterno

Progetto di Riccardo Ricci Petitoni

Questo progetto è in cerca di collaboratori

E' nella categoria Smart City

 

Il temporary store è ormai una realtà collaudata in tutte le grandi città, utilizzata dai grandi marchi come dagli startupper rampanti nelle gallerie commerciali e negli open space di tutto il mondo. 
A Londra il progetto Boxpark riunisce 45 negozi all'interno di altrettanti containers nel caratteristico quartiere di Shoreditch, e con la medesima formula ha da poco inaugurato un progetto similare ad Amsterdam

Filosofia dell’Urban Container
Il progetto di Temporary store in una città come Ravenna assume tuttavia un significato differente, e si fa motore di progettualità, creatività e imprenditoria innovativa.

In particolare, il progetto risponde a tre esigenze, entrambe a loro volta rispondenti a necessità sociali, culturali ed economiche:

1. Costituire un modello che incentivi le start-up materiali, in ausilio e supporto delle esperienze imprenditoriali innovative e creative, specie all'interno di una congiuntura economica difficoltosa e depressiva, attraverso una soluzione “low cost” e “low risk” sia per i fruitori che per i finanziatori;

2. Generare trade union tra il tessuto urbano e la realtà portuale-industriale, applicando soluzioni funzionali tipiche dell’industria e della logistica alle strutture commerciali e produttive proprio della città e del suo vissuto socio-economico;

3. Consentire riallocazioni rapide, modulari e relativamente economiche: rispondenti all’esigenza di gestione  e pianificazione di una città che muta e si evolve nei suoi spazi funzionali.

Una start-up modulare
I progetti start-up si diffondono sempre più profondamente nella nostra realtà. La principale difficoltà nell'avvio d'impresa, sia tradizionalie che innovativa, è il significativo investimento iniziale che presto si unisce alle rilevanti spese per i locali, le utenze, la pubblicità; esborsi non sempre ribilanciati, specie in fase d'avviamento d'azienda, da introiti sufficienti. 

In questo caso il container si configura come luogo fisico, semplice ed economico, in uso per un tempo determinato alle imprese innovative vincitrici di bandi dedicati, che lo utilizzano come temporary store, laboratorio o atelier.

Un container ISO, infatti:

  • è capiente;
  • è di facile trasporto;
  • è economico;
  • è versatile;
  • è modulare.

Le fasi del progetto
1. Individuazione dei luoghi: l'ubicazione dei containers, singolarmente o in gruppo, deve essere fatta tenendo conto dell'effetto che si vuole sortire sul tessuto urbano. Gli Urban Containers si configurano infatti come veri e propri centri commerciali naturali, collocabili, per esempio:

a- in aree industriale riqualificate, se si vogliono creare delle interazioni sociali dove non ci sono (senza ricorrere al gigantismo della Grande Distribuzione)
b- in aree storiche urbane, se si vuole fondere la tradizione e l'innovazione, intercettando i flussi turistici
c- in aree da riqualificare, se si vuole ricostituire un ambiente sociale deteriorato, depresso o desertificato.

Contestualmente va scelta la “flotta” di containers da utilizzare. Alcuni potrebbero essere utilizzati, oltre che come attività prettamente produttive, come spazi esposizione di opere e installazioni artistiche e culturali.

Ipotizzando 10 containers, si potrebbe così distribuirli:
– 2 grandi aree ciascuna con 4 container di cui 3 dedicati a temporary store e 1 area espositiva;
– 1 area piccola costituita da 2 container di cui 1 per temporary store e 1 per esposizioni.

I containers possono essere impilati, affiancati e in generale disposti in modo da adattarsi facilmente alle caratteristiche morfologiche e dimensionali dell'area in questione.

2. Indizione di bando per la selezione di imprese innovative: il bando può essere rivolto in particolare alle giovani generazioni, selezionate in base a: 

  • innovazione della mission;
  • innovazione e originalità del progetto di arredamento e fruizione dello spazio.

Non si tratta quindi semplicemente di attività di vetrina e vendita (o di produzione, nel caso di laboratori) ma di creazione di ambienti che consentano esperienze, trasmettano messaggi ed emozioni.
In questa progettualità, i vincitori del bando potrebbero contare su un finanziamento iniziale per l'allestimento e l'arredamento del container, oppure di un allestimento iniziale di base che lasci poi agli startupper la successiva customizzazione.

Il futuro degli Urban Container
Una volta terminato il periodo di temporary store, i containers possono essere rimossi, spostati, rimodulati. Il progetto consente di rideterminare periodicamente il progetto, perché non è vincolato a spazi fissi ma al contrario estremamente mobili.

Al termine del periodo d'assegnazione stabilito si potrebbe, ad esempio, prevedere che nel caso le imprese presentino un piano di trasferimento in altra sede, di proprietà o affitto, possano usufruire per ulteriori 6 mesi dello spazio, utilizzandolo come vetrina o concept store.

Nel frattempo le procedure per una nuova riassegnazione potrebbero essere completate e lo spazio rifruito senza tempi morti.

Gli Urbans Containers diventano quindi anche incubatori d'impresa, che la supportano e la accompagnano nei suoi primi passi.

1 Commento

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