Trebbo 2.0

Un'antica tradizione romagnola per costruire un nuovo modello sociale, partendo dall'identità vicinale e di quartiere. L'obbiettivo è il recupero del significato generico del “far trebbo” interpretandolo in chiave attuale.

TrebboProgetto di Enrico Rosso
                 Riccardo Ricci Petitoni

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E' nella categoria Socialità

Nella civiltà contadina c'era l'abitudine, al calar della sera, di riunirsi tutti, giovani e vecchi, nelle aie per conversare e vivere qualche momento di convivialità dopo il duro lavoro nei campi. Con l'avvento della società urbana e dei grandi mezzi di comunicazione nelle moderne città non esiste quasi più l'abitudine di trovarsi a condividere relazioni ed esperienze con il proprio vicinato.

Lidea di recuperare il significato del Trebbo si sviluppa su due linee:

Linea cronologica Antico-Moderno: il Trebbo nella sua semplicità, racchiudeva valori importanti: la voglia di socialità, di aggregazione e di condivisione fra i membri di una comunità, il dialogo, il confronto e l’apprendimento intergenerazionale, attraverso il quale si trasmettevano i saperi e le tradizioni popolari, ma anche scuola di vita. Di fronte alla società contemporanea il Trebbo non si pone come anacronistico, ma riscopre il valore della socializzazione di base, partendo dai vicini di casa, dal quartiere, dalla strada, luoghi una volta centrali nella vita di una persona, ormai spersonalizzati e svuotati di significato da una visione organicistica della città, dove ogni zona ha una sua funzione precisa, con poche compenetrazioni.

Linea dimensionale Grande-Piccolo: Il Trebbo recupera una forma di socialità “slow”, dove a farla da padrone non è il grande evento, che spesso si riduce ad una “grande vetrina” dove le esperienze dei singoli hanno poco significato, ma la piccola situazione, costruita sui ritmi, sui valori e le esigenze delle persone che abitano il quartiere.

In questa visione risponde a tre funzioni importanti:

  • Rispondere alla necessità di una socialità di base, che contrasti la trasformazione dei quartieri in “non-luoghi”, riscoprendo il valore dell’aggregazione e della condivisione;
  • Essere trade union fra tradizioni antiche ed esigenze moderne;
  • Rappresentare un modello slow di città, che punta anche su piccoli eventi e situazioni, valorizzando una cultura vissuta in maniera più diretta e relazionale.

L'idea
Trebbo 2.0 si sostanzia in una serie di iniziative nei quartieri, periodiche o comunque in continuità fra loro, che mirano a metter in contatto le persone e a ricostruire una socialità di base, che parta dalle persone e dalle loro esigenze, passando dal dialogo intergenerazionale al dialogo interculturale (elemento nuovo assente nel Trebbo “tradizionale”, ma quanto mai necessario).

In ogni quartiere viene identificato un centro, costituito dalla piazza, dal parco o dalla corte di botteghe che costituiscono già il “centro naturale”; il Trebbo non è però solo evento di piazza, ma approccio generale alla vita di quartiere, sociale, dialettica e partecipata.

Eventi
Distinguiamo per necessità puramente esplicative, tra un Trebbo di piazza e un Trebbo diffuso:

  • Il Trebbo di Piazza
    Dialoghi fra le generazioni e le culture/Speakers Corners.
    Attività artistiche, musicali, creative.
    Espressioni contemporanee incontrano le tradizioni.
    Iniziative culinarie, gastronomia interculturale come integrazione.
    Valorizzazione delle espressioni del quartiere, con le sue persone e le sue progettualità.
    Centro Commerciale Naturale: negozi aperti durante le iniziative del Trebbo, sinergia fra le attività commerciali di vicinato ed il Trebbo.
    Copertura wi-fi delle piazze e dei parchi del Trebbo con una rete di vicinato supportata dagli esercizi commerciali.
  • Il Trebbo diffuso
    Feste di condominio: i tetti dei palazzi a disposizione per happening occasionali ed incontri tematici.
    Casa Aperta: le abitazioni private vengono messe a disposizione ed aperte per piccole cene di vicinato, microiniziative culturali, incontri e confronti;
    Valorizzazione dei parchi e dei giardini di quartiere: gli spazi verdi si specializzano, vengono modellati sulle necessità del quartiere.
    Urban Container: creazione di spazi commerciali temporanei e provvisori che ospitano attività produttive innovative.

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